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ⓘ Appartamenti monumentali




                                     

ⓘ Appartamenti monumentali

Gli Appartamenti monumentali sono un complesso museale in Palazzo Pitti a Firenze. È costituito dalle 14 sale degli Appartamenti Reali e dalle 6 sale dell Appartamento degli Arazzi, che si estendono al primo piano del palazzo rispettivamente nella parte centrale e laterale meridionale del corpo di fabbrica principale e nellala laterale meridionale posteriore del complesso architettonico.

Nel 2013 il circuito museale di Galleria Palatina, Galleria darte moderna e Appartamenti monumentali è stato il tredicesimo sito statale italiano più visitato, con 386.993 visitatori e un introito lordo totale di 1.983.028.75 Euro. Nel 2016 il circuito museale ha fatto registrare 400.626 visitatori.

                                     

1. La storia del museo

Linsieme di queste 14 stanze è stato usato dalla famiglia Medici e dai loro successori durante i secoli nei quali qui risiedeva il Granduca della Toscana. In particolare, queste sale al primo piano nellala destra erano destinate al principe ereditario, mentre nellala sinistra dove è ospitata la Galleria Palatina viveva il Granduca in carica. La consorte del principe viveva invece nella corrispondente ala laterale confinante con gli appartamenti del Principe. La decorazione gli arredi sono molto cambiati dallepoca dei Medici, spesso con abbellimenti e scelte stilistiche propri delle famiglie che vi risiedettero in seguito come gli Asburgo-Lorena ed i Savoia dopo lunità dItalia, durante il periodo di Firenze Capitale.

Laspetto predominante è infatti oggi quello risalente a Umberto I e Margherita di Savoia, grazie a un restauro conclusosi nel 1993, i quali vi abitarono dal 1865. Nel 1912 una parte del palazzo, quella che già era aperta come museo dal tempo dei Lorena, passò allo Stato, e i Savoia tennero solo la serie di stanze dove oggi è ospitata la Galleria darte moderna per le loro occasionali visite in città fino agli anni venti.

Contrariamente ai sontuosi saloni di rappresentanza della Galleria Palatina, queste stanze sono più piccole ed hanno unatmosfera per certi versi più raccolta e familiare, pur mantenendo una forte sontuosità.

Fra gli arredi depoca i letti a baldacchino e gli altri arredi da camera, che non compaiono in nessunaltra sala del palazzo. Il corredo di oggetti, arazzi e mobilio fu in parte portato dai Savoia riunendo qui gli oggetti provenienti dalle varie regge italiane che avevano "ereditato" dalle altre case regnanti dItalia, soprattutto da Lucca e da Parma. Per quanto riguarda i dipinti, è interessante la serie di ritratti medicei opera per lo più del pittore Giusto Suttermans.

Oggi si visita il museo come proseguimento della Galleria Palatina con lo stesso biglietto.

                                     

2. Le sale

  • Appartamenti Reali
  • Studio del Re
  • Camera del Re
  • Sala Rossa
  • Gabinetto Ovale
  • Sala del Trono
  • Sala dei Pappagalli
  • Sala Bianca
  • Camera della Regina
  • Sala delle Nicchie
  • Sala Verde
  • Cappella
  • Sala Celeste
  • Gabinetto Rotondo
  • Salotto della Regina
  • Appartamento degli Arazzi
  • Sala della Fede
  • Sala della Giustizia
  • Sala della Temperanza
  • Loggetta dellAllori
  • Sala della Carità
  • Sala della Prudenza
                                     

2.1. Le sale Sala Bianca

Il primo ambiente monumentale è la grande Sala Bianca, dal colore dominante della decorazione a stucchi realizzata dai fratelli Albertolli, e che oggi è aperta solo in occasioni speciali per esibizioni temporanee o iniziative culturali. Qui fu per esempio esposta la Dama con lermellino di Leonardo alla fine del 1998, quando fu prestata dal Museo Czartorisky di Cracovia per un gran tour che toccò le più importanti città italiane.

                                     

2.2. Le sale Sala delle Nicchie

La Sala delle Nicchie è la sala di passaggio dalla Galleria Palatina agli Appartamenti Reali propriamente detti. Si presenta in stile neoclassico, con decorazioni di Giuseppe Maria Terreni e Giuseppe Castagnoli. Mentre originariamente la sala era utilizzata per ricevere gli ospiti, col passare dei secoli furono più volte cambiate le funzioni per le quali era adibita, fino a diventare la sala da pranzo dei Lorena e dei Savoia.

                                     

2.3. Le sale Quartiere delle Stoffe

Il Quartiere delle Stoffe, costituito da tre sale, è così chiamato per i rivestimenti ottocenteschi delle pareti laterali, che si caratterizzano per i raffinatissimi tessuti di seta. I diversi colori dei tessuti utilizzati conferiscono la denominazione alle rispettive sale che costituiscono il quartiere.

                                     

2.4. Le sale Sala Verde

La Sala Verde, nota anche come Sala della Guardia perché qui alloggiava la guardia dellappartamento del gran principe Ferdinando nella seconda metà del Seicento, è situata tra la Sala delle Nicchie e la Sala del Trono. Si caratterizza per le pareti laterali tappezzate da sontuose stoffe pregiate di lampasso di seta verde, coordinate ai tendaggi, e per il mobilio lorenese e sabaudo che la arreda. Al tempo degli Asburgo-Lorena fu pure sala della guardia, che introduceva però allappartamento della granduchessa, il "quartiere delle Stoffe" appunto.

Sulle pareti sono collocati una serie di dipinti, tra i quali spiccano il Ritratto di Fra Marcantonio Martelli, realizzato dal Caravaggio alla fine del primo decennio del Seicento; l Allegoria della pace tra Fiorentini e Fiesolani al centro della volta venne realizzata da Luca Giordano su commissione di Cosimo III de Medici a partire dal 1682; le altre decorazioni del soffitto furono realizzate da Giuseppe Castagnoli nella prima metà dellOttocento.

Al 1856 risalgono il grande tappeto della Manifattura Reale di Tournai, i palchetti per le tende e i due lampadari, tutti arredi mantenuti durante lepoca sabauda in poi.



                                     

2.5. Le sale Sala del Trono

La Sala del Trono, nota anche come Sala dellUdienza o Sala Rossa, si trova tra la Sala Verde e la Sala Celeste, attigua allo Scalone dellAmmannati, e costituisce la parte centrale dell Appartamento delle Stoffe. Qui il Gran principe Ferdinando teneva ludienza, mentre in epoca lorenese fu sala dei Ciambellani, cioè degli alti dignitari al servizio del granduca.

Le pareti laterali si caratterizzano per sontuose stoffe pregiate di lampasso di seta cremisi che le rivestono, sostituite nel 1856 in occasione del matrimonio dellarciduca ereditario Ferdinando IV di Asburgo-Lorena; nello stesso periodo vennero collocati il grande tappeto della manifattura Reale di Tournai, i palchetti per le tende e il lampadario. La funzione di sala del trono fu destinata dai Savoia, a partire dal 1865.

Il mobilio che arreda la sala è di epoca lorenese e sabauda. La sala si caratterizza per la presenza dellimponente trono con baldacchino rifinito in oro risalente al regno dei Savoia. Tra i complementi darredamento presenti nella sala spiccano alcuni vasi ottocenteschi di manifattura giapponese. Il soffitto con affreschi a monocromo di Giuseppe Castagnoli.



                                     

2.6. Le sale Salotto Celeste

Il Salotto Celeste, situata tra la Sala del Trono e la Cappella, costituisce lultima sala dell Appartamento delle Stoffe. In epoca medicea era detto "sala dei Cimbali" perché qui Ferdinando teneva i suoi strumenti musicali, mentre nel XVIII secolo i Lorena allestirono qui la sala da pranzo: a questo periodo risale la decorazione del soffitto a stucchi bianchi e oro.

La sala si caratterizza per le pareti laterali tappezzate da sontuose stoffe pregiate di seta celeste; il mobilio che la arreda risale alle epoche lorenese e sabauda. Molto caratteristico è anche il Camino delle Aquile risalente alla seconda metà del Settecento, opera di Francis Harwood.

Anche qui il tappeto di Tournai e i palchetti delle tende risalgono al rinnovo del 1856 circa.

Nel 1911 era stato ricomposto un arredo da salotto, che dopo il 1920 fu trasferito alla Camera dei deputati a Roma. Furono quindi qui sistemati una serie di dipinti realizzati da Giusto Sustermans nella prima metà del Seicento che raffigurano i personaggi della famiglia granducale dei Medici a figura intera.

Il lampadario ligneo dorato collocato al centro della sala proviene dalla villa medicea della Topaia e risale al 1697, opera del magistrale intagliatore Vittorio Crosten su commissione di Cosimo II de Medici.

                                     

2.7. Le sale Cappella

La Cappella venne realizzata nel 1765 dai Lorena nella sala in cui si trovava lalcova del Gran Principe Ferdinando de Medici, della quale ha continuato a conservare una ricca decorazione tardo-barocca a stucchi e intagli dorati disegnati da Giovan Battista Foggini.

La Madonna, già sullaltare e ora sulla parete sinistra, è opera di Carlo Dolci e conserva la preziosa cornice dorata e intagliata originale, mentre il Crocifisso in avorio, che oggi si trova sulla mensa, è opera di Giovan Battista Dolci della seconda metà del Settecento.

Il parato murario e i tendaggi in damasco di seta rosso cremisi, il tappeto e il lampadario risalgono al 1856 circa.

                                     

2.8. Le sale Sala dei Pappagalli

La Sala dei Pappagalli si trova tra la Cappella e il Salotto della Regina, oltre ad essere attigua alla Camera del Re: di fatto si trova compresa tra l Appartamento della Regina e l Appartamento del Re.

Già anticamera della stanza da letto di Ferdinando, la sala si caratterizza per la curiosa decorazione delle stoffe di seta che rivestono le pareti, che le conferisce appunto la suddetta denominazione, dal nome tradizionale degli uccelli che compaiono nella decorazione. Si tratta di un parato della Manifattura di Lione che Ferdinando III aveva acquistato a Vienna nel 1814.

La volta è decorata a stucchi, opera di Giuseppe Spedolo e aiuti su disegno di Antonio Marini 1833 circa. Tappeto e lampadario sono del 1856 circa.

Il mobilio che arreda la sala è prevalentemente di epoca sabauda; tra i complementi darredamento spicca un orologio parigino risalente agli inizi dellOttocento.

                                     

2.9. Le sale Appartamento della Regina

Dopo si arriva agli appartamenti di Margherita di Savoia, ricchi di sfarzose tappezzerie, tappeti ed arredi di fattura soprattutto risalente al periodo lorenese XVIII secolo. Fra il mobilio più pregiato spicca lo stipo in ebano e pietre dure appartenuto a Vittoria della Rovere. Al gusto dei Lorena risalgono molti dei soffitti decorati a stucchi in stile neoclassico.

                                     

2.10. Le sale Salotto della Regina

Il Salotto della Regina, noto anche come Sala Gialla per il colore delle stoffe francesi di seta di inizio Ottocento che rivestono le pareti, è fin dallepoca lorenese la prima sala dell Appartamento della Regina alla quale si accede attraverso la confinante Sala dei Pappagalli. Nel Seicento fu la camera da letto privata del Gran Principe Ferdinando.

Gli stucchi del soffitto furono realizzati da Emilio Santarelli nel 1833, in onore dellarrivo della nuova granduchessa Maria Antonietta di Borbone, seconda moglie di Leopoldo II.

Lattuale aspetto della sala risale allepoca sabauda, quando venne rinnovato secondo i gusti di Margherita di Savoia. Degli originari arredi medicei resta limponente stipo di ebano che culmina con statuette sommitali in avorio realizzate agli inizi del Settecento da Giovan Battista Foggini. Di epoca ottocentesca sono invece i dipinti collocati alle pareti e il tappeto della manifattura di Tournai che riveste il pavimento della sala 1815. Lampadario e palchetti delle tende sono di manifattura italiana della prima metà del XIX secolo.



                                     

2.11. Le sale Camera della Regina

La Camera della Regina si trova oltre il Salotto della Regina, attraverso il quale vi si può accedere. Il suo aspetto attuale e la suddetta destinazione duso risalgono al periodo ottocentesco, quando venne decisa la trasformazione delloriginaria Sala del Trucco una sorta di biliardo che in epoca granducale medicea veniva utilizzata come sala da gioco: la sala andò ad ospitare pertanto la camera da letto delle regine sabaude.

Gran parte del mobilio e dei complementi darredamento presenti risalgono al periodo ottocentesco: tra essi anche il letto ligneo a baldacchino con rifiniture dorate. Tra gli arredi risalenti ad epoche antecedenti restano un inginocchiatoio e unacquasantiera della seconda metà del Seicento attribuiti al disegno di Giovan Battista Foggini, oltre ad alcuni vasi di manifattura cinese del Settecento. Le pareti laterali sono rivestite da un broccato di seta azzurra e gialla collocato nel 1844, mentre il soffitto si caratterizza per decorazioni con stucchi bianchi e oro di Aristodemo Costoli, su disegno di Antonio Marini. Il tappeto, di manifattura francese, data allinizio dellOttocento, ed era inizialmente destinato al palazzo Ducale di Lucca, prima di essere rimpicciolito e trasportato a Firenze.

                                     

2.12. Le sale Gabinetto Ovale

Il Gabinetto Ovale, noto anche come Toilette della Regina, è situato in posizione attigua alla Camera della Regina alla quale è direttamente collegato. La sala, progettata da Ignazio Pellegrini per la moglie di Pietro Leopoldo Maria Luisa di Spagna, si caratterizza per la particolare planimetria ovale, seocnod un gusto tipicamente settecentesco.

Alle pareti pannelli in seta a tinte chiare ricamata di fattura fiorentina 1780-83, in stile cineserie rococò unico parato dellepoca di Pietro Leopoldo nella sua collocazione originaria. Gli stucchi che decorano il soffitto furono realizzati da Francesco Visetti, mentre il camino in broccatello di Spagna è opera del Pellegrini.

Nellepoca napoleonica la sala fu utilizzata come sala dattesa per le dame, nellOttocento vi furono collocato il tappeto e il lampadaripo boemo, entrambi della prima metà del XVIII secolo.

                                     

2.13. Le sale Gabinetto Rotondo

Il Gabinetto Rotondo, situato allestremità dell Appartamento della Regina, è raggiungibile attraverso lattiguo Gabinetto Ovale. Realizzato nella seconda metà del Settecento su progetto di Ignazio Pellegrini, si caratterizza per la singolare planimetria circolare della sala. Le decorazioni in stucco dorato che ornano sia la parete laterale che il soffitto furono realizzate da Domenico Ruschi, mentre Le Tre Grazie raffigurate nellaffresco che decora la parte centrale del soffitto è una pregevole opera dellincisore fiorentino Giuliano Traballesi. Il mobilio presente nella sala risale al periodo lorenese e a quello sabaudo.

                                     

2.14. Le sale Appartamento del Re

L Appartamento del Re si articola in tre sale tra la Sala dei Pappagalli e lanticamera attigua alla Sala di Bona. Vi si accede dalla porta settentrionale della Sala dei Pappagalli. Nel periodo mediceo queste sale facevano da collegamento tra lappartamento del gran principe Ferdinando e quello di sua moglie Violante di Baviera. Nel Settecento, sotto i Lorena, venne qui ricavato lappartamento privato del Granduca, funzione poi mantenuta per il re in epoca sabauda.

                                     

2.15. Le sale Camera del Re

La Camera del Re è la prima sala dellappartamento, situata tra la Sala dei Pappagalli e lo Studio del Re. La sala si caratterizza per il soffitto decorato in stucchi bianchi e oro di epoca lorenese e per le pareti laterali rivestite da stoffe di seta gialla francese di inizio Ottocento, acquistate da Ferdinando III di Lorena durante un suo viaggio in Francia e messo in opera nel 1820.

Limponente letto ligneo a baldacchino con rifiniture dorate risale alla seconda metà del Settecento; ad esso venne aggiunto lo stemma sabaudo nella seconda metà del secolo successivo. La camera da letto è arredata prevalentemente da mobili in stile impero, fatta eccezione per un inginocchiatoio e unacquasantiera, opere di Giovan Battista Foggini di inizio Settecento. Il tappeto che riveste il pavimento della sala risale al periodo ottocentesco. La stufa in porcellana è neoclassica dopo il 1815. I palchetti delle tende, con lo stemma Savoia, denotano la loro origine sabauda.

                                     

2.16. Le sale Studio del Re

Lo Studio del Re è la seconda sala dellappartamento, situata tra la Camera del Re e il Salone Rosso. La sala era utilizzata dal re dItalia, durante la sua permanenza a Firenze, come studio privato in cui si ritirava per svolgere le proprie attività.

Gli arredi risalgono prevalentemente al periodo settecentesco; tra essi spiccano una raffinata scrivania di bottega francese le consoles realizzate dallintagliatore Giovan Battista Dolci. Lo stipo di ebano risale invece allepoca ottocentesca.

Il parato murale e i tendaggi, in seta a fondo bianco, risalgono al 1770 e furono realizzati dalla Fabbria Reale e Imperiale di Drappi, anche se il loro aspetto attuale risale alladattamento del 1899.

Gli stucchi bianchi e oro del soffitto sono di epoca lorenese, mentre il lamapdario è una rielaborazione ottocentesca con pezzi del XVIII secolo.

                                     

2.17. Le sale Salone Rosso

Il Salone Rosso è lultima sala dellappartamento, situtata tra lo Studio del Re e lanticamera attigua alla Sala di Bona.

Soffitto a stucchie decorazione delle pareti vennero realizzati in epoca lorenese, utilizzando anche un costoso parato di manifattura fiorentina con simboli napoleonici della stelle e delle api, creato per Elisa Baciocchi.

La sala venne quasi interamente arredata nella seconda metà dellOttocento dai Savoia; dei periodi antecedenti restano alcune sedie e poltroncine risalenti alla metà del Settecento e un orologio risalente agli inizi dellOttocento. Il tappeto, simile a quello della camera del Re, è del 1850 circa e fu collocato nel 1870, assieme al lampadario e ai palchetti per le tende con lo stemma sabaudo.

                                     

2.18. Le sale Anticamera del Re

Allepoca di Ferdinando de Medici qui era presente lanticamera "degli Aiutanti", e divenne "del re" allepoca dei Savoia. Presenta un soffitto settecentesco a stucchi bianchi e oro, una tappezzeria in lampasso di seta gialla del 1771 messa in opera nel 1900, e un tappeto ottocentesco.

                                     

2.19. Le sale Sala di Bona

La Sala di Bona, che costituisce la sala di passaggio dagli Appartamenti Reali allAppartamento degli Arazzi, è lunico ambiente seicentesco rimasto praticamente intatto e possiede dei pregevoli affreschi realizzati tra il 1607 e 1608 da Bernardino Poccetti e aiuti, raffiguranti La guerra contro i Turchi: tra essi vi è anche la Conquista della città di Bona che conferisce la suddetta denominazione alla sala.

                                     

2.20. Le sale Appartamento degli Arazzi

LAppartamento degli Arazzi, noto anche come Quartiere dei Cardinali e dei Principi Forestieri, è costituito da 5 sale e da una loggetta che in epoca medicea erano utilizzate per ricevere ed ospitare personalità di spicco dellepoca durante le loro visite ufficiali a Firenze.

Le sale che costituiscono lAppartamento degli Arazzi vennero decorate tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento. Gli arazzi che rivestono le pareti sono di scuola fiorentina o provengono da Francia e Belgio e risalgono al Seicento e al Settecento, mentre gran parte dei mobili e degli altri complementi darredo risalgono invece al periodo ottocentesco.

                                     

2.21. Le sale Sala della Fede

La Sala della Fede è attigua alla Sala Bianca degli Appartamenti Reali da cui vi si può accedere. Si caratterizza per il soffitto affrescato da Cristofano Allori con lallegoria della Speranza. Le pareti laterali sono rivestite da tre arazzi di epoca settecentesca.

                                     

2.22. Le sale Sala della Carità

La Sala della Carità è attigua alla Sala della Fede e si trova allestremità nord-orientale del primo piano dellala laterale meridionale di Palazzo Pitti. Le decorazioni a fresco del soffitto con lallegoria della Carità furono realizzate da Ludovico Cigoli, mentre una serie di arazzi settecenteschi di diversa provenienza rivestono le pareti laterali.

                                     

2.23. Le sale Sala della Giustizia

La Sala della Giustizia si trova a fianco della Sala della Fede ed ospitava la camera in cui pernottavano gli ospiti illustri in visita ufficiale. La denominazione alla suddetta sala è conferita dalla figura allegorica della Giustizia che caratterizza laffresco del soffitto. Nel 1854 vi soggiornò Pio IX in visita a Firenze e da allora la suddetta sala è denominata anche Camera del Papa. Nella stanza spicca il letto a baldacchino ligneo con intagli dorati risalente al periodo ottocentesco. Le pareti sono decorate con arazzi francesi e belgi del Seicento; sulla parete a fianco del letto è collocato un Crocifisso settecentesco.

                                     

2.24. Le sale Loggetta dellAllori

La Loggetta dellAllori è un varco di passaggio tra la Sala della Giustizia e la Sala della Prudenza. La sala era originariamente aperta verso il cortile retrostante che introduce al Giardino di Boboli, fino alla sua definitiva chiusura nel corso dellOttocento. Le decorazioni a fresco furono realizzate da Alessandro Allori nella seconda metà del Cinquecento.

                                     

2.25. Le sale Sala della Prudenza

La Sala della Prudenza si trova tra la Loggetta degli Allori e la Sala della Temporanza. La denominazione della suddetta sala è conferita dallaffresco del soffitto realizzato da Domenico Passignano che raffigura lallegoria della Prudenza. Tuttavia, questo ambiente è conosciuto anche come la Sala dei Fanciulli Giardinieri per i temi raffigurati nei tre monumentali arazzi del Settecento collocati alle pareti. Anche questa sala era adibita a camera da letto per ospitare personalità illustri; il letto ligneo con intagli dorati attualmente collocato risale al periodo ottocentesco.

                                     

2.26. Le sale Sala della Temperanza

La Sala della Temperanza si trova tra la Sala della Prudenza e la Sala di Bona. Anche in questo caso la denominazione alla sala è conferita dalla figura allegorica affrescata per decorare il soffitto: in questo caso si tratta della Temperanza, realizzata dal pittore Domenico Passignano. Questo ambiente era adibito a studio; la scrivania in radica risale ai primi anni dellOttocento. Le pareti sono rivestite da arazzi seicenteschi.