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ⓘ SantAlbano Stura




SantAlbano Stura
                                     

ⓘ SantAlbano Stura

SantAlbano Stura è un comune italiano di 2 362 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte. Comune dalla curiosa forma triangolare, situato nella bassa provincia Granda, sulle rive del fiume Stura di Demonte, a circa 5 chilometri da Fossano e a circa 15 chilometri da Cuneo e Mondovì. Oltre al nucleo cittadino, dove è presente il municipio, il comune ingloba anche le frazioni di Dalmazzi, Ceriolo e Consovero, questultimo diviso in parte con il comune di Morozzo. Piccolo paesino immerso nella campagna, in cui sorgono numerosi palazzi del fine Settecento. Notevole il palazzo situato sulla via per Fossano, dotato di un parco che scende piano verso il fiume. Conosciuto per lindustria chimica e per le numerosissime aziende artigianali e agricole. Curiosa unespressione tipica riferita ai "vicini" paesani di Trinità: "col lì a lé pròpi un vergnòc".

                                     

1. Storia

Le prime fonti scritte individuano SantAlbano come appartenente al comitato di Bredulo "tra Tanaro e Stura" ; fra il 901 e il 1236, sono i vescovi di Asti a disporne come signoria spirituale e temporale ed essi sono confermati, da un documento nel 1041, nel feudo di SantAlbano insieme con Carrù e Bene, nonché dalle bolle papali del 1153-54 papa Eugenio III e di papa Anastasio IV. Lo scarso potere esercitato del governo centrale stimola conflitti, negli anni 1236-50, tra coalizioni comunali varie, fra cui Alessandria, Mondovì, Cuneo, Busca e Savigliano contro i vescovi di Asti. Sono gli, allora, conti di Savoia a portare pace, con una tregua, mediata da Tommaso II, riconfermando però gli ampi poteri del vescovado sul territorio di SantAlbano.

Nel 1251 e 1396 sono i marchesi di Monferrato che occupano quei territori brevemente e nel 1387 e 1399 i Savoia ma nessuno interviene seriamente a modificare lassetto giurisdizionale e amministrativo di SantAlbano.

Solo nel 1402, dopo una guerra tra i Savoia e i marchesi di Monferrato, si ha il passaggio di SantAlbano ai Savoia ma con la clausola di divieto di nominare ufficiali preposti allamministrazione locale, in modo da porre le premesse per incorporazione definitiva del territorio entro il nascente Stato sabaudo, avvenuta formalmente nel 1409.

Nel 1412 SantAlbano fu infeudata, a sua volta con amplissimi poteri, a una famiglia di cavalieri di Savigliano, i Beggiamo, fedelissimi del principe Amedeo dAcaia, che acquistarono in tal modo il titolo di conti.

Sotto i Beggiamo si ha la formazione del territorio comunale che deriva dalla divisione tra SantAlbano e Trinità a partire dai decenni finali del secolo XVI, con un lungo periodo di appartenenza alla provincia di Fossano.

Il feudo Beggiamo dura fino al 1789 poi passa ai Fauzone 1741-1789, durante la caduta dellantico regime piemontese in favore di quello francese Editto 1749 con passaggio finale nel 1798, ed infine ai Barel 1789-1851.

Allinterno della organizzazione amministrativa francese, SantAlbano segue le sorti dellintero territorio della vecchia provincia di appartenenza, aggregato però a una circoscrizione assai più ampia e di estensione variabile avente per capoluogo Cuneo; nel 1799 viene creato il dipartimento della Stura, durante il primo effimero periodo di occupazione 1799 e confermato dopo il ritorno dei Francesi.

Nel 1805, in seguito alla riorganizzazione amministrativa, SantAlbano fu compreso nel circondario arrondissement di Savigliano e dopo la parentesi napoleonica, il comune entrò, nel 1814, a far parte della ricostituita provincia di Fossano, che, dopo ulteriori rimaneggiamenti amministrativi, fu ridotta a circondario della provincia di Cuneo.

                                     

1.1. Storia La presenza Longobarda

Nonostante non esistano tracce scritte, larea di SantAlbano Stura, dal 600 d.C. fino agli inizi dellVIII secolo è stata occupata dai Longobardi.

La certezza è avvenuta grazie al ritrovamento fortuito di una estesa necropoli longobarda in piena terra nella parte meridionale del comune, in prossimità della frazione Ceriolo, nella primavera 2009, nel corso dei lavori per la realizzazione dellautostrada A33 Asti-Cuneo. La necropoli, nonostante lelevato numero di tombe circa 800 e la vastità dellarea oltre 3000 m², è rimasta a cielo aperto solo il tempo necessario circa 1 anno per effettuare tutti gli studi e rilievi scientifici, dopodiché si è proceduto a ricoprirla per permettere la continuazione del tratto autostradale. La scelta è stata dettata dal cattivo stato di conservazione del sito, peraltro privo di strutture murarie ma solo materiale terroso e litoide. Dal sito sono stati prelevati innumerevoli reperti e interi blocchi terrosi pani, in corso di analisi e studio in laboratorio.

                                     

2. Monumenti e luoghi dinteresse

In località denominata Nostra Signora del Pilone è presente loasi "La Madonnina".

Loasi fa parte di un progetto di recupero ambientale di una cava di estrazione di materiale inerte. Lhabitat ricreato è di tipo palustre e sono presenti sei capanni e unAltana per losservazione dellavifauna presente. Larea si estende su una superficie di 220.000 m². Nel corso degli anni sono state catalogate 200 specie di avifauna presenti nel sito.

                                     

3. Società

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a SantAlbano Stura sono 139, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative:

                                     

4. Infrastrutture e trasporti

Il territorio comunale è attraversato dalla ferrovia Torino-Fossano-Savona, che in tale tratta andò a sostituire la precedente tranvia Fossano-Mondovì-Villanova, attivata nel 1884 e soppressa nel 1939, la quale aveva una stazione al bivio con SantAlbano lungo la direttrice poi divenuta Strada statale 28 del Colle di Nava.

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