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ⓘ Guerra dAlgeria




Guerra dAlgeria
                                     

ⓘ Guerra dAlgeria

La guerra dAlgeria, o meglio guerra franco-algerina o guerra dindipendenza algerina, è il conflitto che oppose tra il 1º novembre 1954 e il 19 marzo 1962 lesercito francese e gli indipendentisti algerini guidati dal Fronte di Liberazione Nazionale, che aveva rapidamente imposto la propria egemonia sulle altre formazioni politiche. Lo scontro si svolse principalmente in Algeria ma, a partire dal 1958, il FLN decise di aprire un secondo fronte in Francia, scatenando una serie di attentati.

Nel corso del conflitto, la minoranza europea dAlgeria – i pieds noirs, installati nelle tre grandi città di Orano, Algeri e Costantina – riuscì a imporre il ritorno di de Gaulle al potere, minacciando un colpo di Stato maggio 1958. Linedito successo di un movimento dagli evidenti tratti eversivi determinò il crollo della pericolante IV Repubblica e lavvento della V Repubblica, caratterizzata da una nuova Costituzione che conferiva poteri molto estesi al Presidente.

La guerra – un "episodio chiave della decolonizzazione" – fu particolarmente cruenta, con un altissimo numero di vittime, soprattutto tra i civili algerini. Tra 300 000 e 1 000 di algerini sono uccisi in questa guerra, e fino a 3 000 inviati nei campi di raggruppamenti, su una popolazione di 10 000 di persone.

Lesercito francese, memore della recente sconfitta subita in Indocina maggio 1954, mise a punto una nuova strategia: la" guerra contro-sovversiva”, caratterizzata da inedite tecniche di contro-guerriglia che facevano del controllo della popolazione la posta del conflitto.

Dopo sette anni e mezzo di uno scontro senza esclusione di colpi, da una parte come dallaltra, gli algerini conquistarono lindipendenza che fu proclamata il 5 luglio 1962.

                                     

1. Linizio delle ostilità

Nelle prime ore della mattina del 1º novembre 1954, guerriglieri del FLN eseguirono molteplici attacchi organizzati in varie parti dellAlgeria contro installazioni militari, posti di polizia, magazzini e mezzi di comunicazione. Dal Cairo, il FLN emise via radio un comunicato in cui esortava il "popolo algerino" e i "militanti della causa nazionale" ad insorgere per la "restaurazione dello Stato algerino, sovrano, democratico e sociale, allinterno dei principi dellIslam, e per il rispetto di tutte le libertà fondamentali senza distinzioni di razza e di religione".

Il Ministro dellinterno francese, lallora trentasettenne François Mitterrand, affermò che "la ribellione algerina può trovare ununica forma terminale: la guerra". Toccò al primo ministro francese Pierre Mendès-France, che solo pochi mesi prima aveva portato a termine lo sganciamento della Francia dalle colonie dellIndocina, stabilire il corso della politica francese per i cinque anni seguenti.

Il 12 novembre Mendès-France prese la parola allAssemblea Nazionale e dichiarò che "non si può giungere a compromessi quando si tratta di difendere la pace interna della nazione, lunità e integrità della Repubblica. I dipartimenti algerini sono parte della Repubblica Francese. Sono francesi da lungo tempo e sono irrevocabilmente francesi., tra loro e la Francia metropolitana non è concepibile alcuna secessione".

                                     

2. FLN

Linsurrezione del Fronte di Liberazione Nazionale pose ai gruppi nazionalisti la questione se adottare la rivolta armata come principale modalità dazione. Durante i primi anni di guerra lUnione Democratica del Manifesto Algerino UDMA, "Union Démocratique du Manifeste Algérien" di Ferhat Abbas, gli ʿulamāʾ e il Partito Comunista Algerino PCA, Parti communiste algérien mantennero unamichevole neutralità nei confronti del FLN. I comunisti, che inizialmente non avevano fatto alcuna mossa per cooperare alla rivolta, tentarono in seguito di infiltrarsi nel FLN, ma il loro sostegno venne pubblicamente ripudiato dai leader del FLN. Nel 1956 Abbas volò a il Cairo, dove aderì formalmente al FLN; tale mossa arricchì il Fronte di Liberazione Nazionale di nuove adesioni provenienti dal vecchio movimento di Abbas.

La resistenza algerina fu subito fiaccata al suo interno dalle divisioni politiche tra i vari gruppi antifrancesi. Messali Hadj formò il Movimento Nazionale Algerino MNA, Mouvement National Algérien con analoghi scopi di rivoluzione violenta e indipendenza totale, ma a differenza del FLN era di ispirazione di sinistra. Il MNA fu ben presto emarginato dallala militarista del FLN, lArmata di Liberazione Nazionale ALN, Armée de Libération Nationale, ma poté ottenere il supporto della maggioranza dei lavoratori algerini in Francia attraverso i relativi sindacati. Il FLN creò tuttavia una forte organizzazione in Francia per combattere il MNA: durante gli anni della guerra dAlgeria le faide tra i due gruppi ribelli provocarono quasi 5.000 morti in Francia, spesso con la tecnica degli attentati nelle caffetterie.

Dal punto di vista politico il FLN fece di tutto per persuadere - talvolta forzare - le masse algerine a sostenere la causa dellindipendenza. Sindacati, associazioni professionali, organizzazioni studentesche e femminili vicine al FLN furono fondate per avvicinare vari segmenti della popolazione. Frantz Fanon, uno psichiatra originario della Martinica che era diventato il principale teorico politico del FLN, espose una sofisticata giustificazione intellettuale per luso della violenza al fine di ottenere la liberazione nazionale. Dal Cairo, Ahmed Ben Bella ordinò di liquidare i cosiddetti interlocuteurs valables, ossia quei rappresentanti indipendenti della comunità musulmana accettati dai francesi, attraverso i quali si sarebbe potuti giungere a compromessi o riforme allinterno del sistema.

Man mano che la campagna del FLN si diffuse per le campagne, molti coloni francesi dellinterno i pieds-noirs vendettero le loro proprietà e cercarono rifugio ad Algeri, dove si fecero sempre più forti le richieste di dure contromisure, tra cui la proclamazione dello stato di emergenza, la pena capitale per crimini politici e la denuncia di tutti i separatisti. Unità di vigilantes, sguinzagliate illegalmente dai coloni con la passiva complicità della polizia francese, furono incaricate di effettuare "cacce al topo" ratonnades, che in questa accezione dispregiativa erano sinonimo di uccisione di arabi algerini contro sospetti membri del FLN.

Nel 1955 gruppi di azione politica allinterno della comunità dei coloni francesi riuscì ad intimidire il governatore generale inviato da Parigi per risolvere il conflitto. Un grande successo fu la conversione di Jacques Soustelle, che arrivò in Algeria come governatore generale nel gennaio 1955 con la ferma determinazione di ristabilire la pace. Soustelle, già di sinistra ma poi convertitosi al gollismo, iniziò un ambizioso programma di riforme il "Piano Soustelle", destinato a migliorare le condizioni economiche della popolazione musulmana.

                                     

3. Linsurrezione del 20 agosto 1955

Un importante spartiacque nella guerra fu linsurrezione organizzata dal FLN nellagosto 1955 nel nord-est dellAlgeria, nel quadrilatero compreso tra le città di Collo, Philippeville, Guelma e Costantina. Se la ragione principale dellazione era di alleggerire la pressione sulla zona delle Aurès sud-est, dove si concentrava il grosso delle truppe francesi, non meno importante era la sua dimensione politica: lazione è infatti organizzata per il 20 agosto, secondo anniversario della deposizione del sultano del Marocco Mohammed V da parte dei francesi. Si trattava insomma di dimostrare alla Francia e alla comunità internazionale il carattere popolare della lotta nazionalista e allo stesso tempo di inscrivere la resistenza algerina nel contesto delle lotte di decolonizzazione che attraversavano lAfrica e il mondo.

Benché gli obiettivi indicati da Zighoud Youcef, comandante FLN della regione di Costantina, fossero militari e politici, in alcuni dei 28 centri abitati toccati dallinsurrezione furono uccisi anche dei civili. Nella località di El Alia la situazione volse al massacro: i civili assassinati furono 34 tra cui anziani, donne e bambini. Nel complesso della regione di Costantina, linsurrezione causò la morte di 123 persone: 71 civili europei, 31 militari e 21 algerini; i feriti, secondo le statistiche del governatore generale, furono 51 tra gli europei e 47 tra gli algerini. Seguì una repressione brutale e indiscriminata da parte dellesercito francese. Il governo affermò di aver ucciso 1.273 "banditi" hors-la-loi, mentre secondo il FLN furono in 12.000 algerini, per la stragrande maggioranza civili, a cadere vittima delle forze armate, della polizia e di gruppi di coloni autorganizzatisi in milizie. Recentemente la storica Claire Mauss-Copeaux ha avanzato la cifra di 7.500 morti.

Dopo linsurrezione della regione di Costantina, Soustelle proclamò misure più dure e la guerra si fece totale. Come ha scritto lo storico Charles-Robert Ageron: "Per la Francia come per i militanti nazionalisti algerini, la Rivoluzione annunciata il 1º novembre diventava la guerra dAlgeria". Nel 1956 le dimostrazioni dei coloni francesi obbligarono il governo francese ad accantonare ogni idea di riforme. Il successore di Soustelle, il socialista Robert Lacoste, sciolse lAssemblea Algerina, in quanto questultima, dominata dai pieds-noirs, veniva da lui considerata un ostacolo alla propria amministrazione, che da quel momento avvenne per decreto.

Lacoste favorì le operazioni militari francesi e garantì allesercito poteri di polizia eccezionali - una concessione di dubbia legalità in base alla legge francese - per contrastare la crescente violenza politica. Allo stesso tempo, Lacoste propose una nuova struttura amministrativa che avrebbe dato allAlgeria un certo grado di autonomia e un governo decentrato. Pur rimanendo parte integrante della Francia, lAlgeria sarebbe quindi stata suddivisa in cinque distretti, ciascuno dei quali dotato di unassemblea territoriale eletta dal popolo. I deputati dei coloni riuscirono però a ritardare fino al 1958 lapprodo della proposta allAssemblea Nazionale di Francia.

Il 20 agosto del 1956 a Ifri-Ouzellaguen, in una piccola abitazione berbera nella valle della Soummam, nel dipartimento di Bugia Béjaïa, si tenne il "Congresso della Soummam", dove si discussero e si posero le basi del futuro Stato algerino. Il testo che ne uscì costituisce la cosiddetta "Piattaforma della Soummam", fortemente ispirata dal pensiero politico di Abane Ramdane. Dal punto di vista organizzativo, la leadership interna del FLN decise di istituire un direttorio per sincronizzare le attività politiche e militari del movimento. La massima autorità del FLN fu eletta allinterno del Consiglio Nazionale della Rivoluzione Algerina CNRA, Conseil National de la Révolution Algérienne, del quale il Comitato di Coordinamento e di Esecuzione CCE, Comité de Coordination et dExécution, di cinque membri, costituiva lesecutivo. Gli esterni, tra cui Ben Bella, erano al corrente della conferenza in corso ma non vi parteciparono.

Nellottobre 1956 laereo della Air Maroc che trasportava da Rabat a Tunisi quattro capi storici del FLN, venne intercettato, dirottato e costretto ad atterrare ad Algeri. Ahmed Ben Bella, Mohammed Boudiaf, Mohamed Khider e Hocine Aït Ahmed vennero arrestati e rimasero prigionieri fino alla fine del conflitto. Questazione indusse i leader ribelli rimasti ad un atteggiamento ancora più duro. La Francia vedeva in modo apertamente ostile lassistenza materiale e politica prestata dal presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser al FLN, fattore che alcuni analisti francesi ritenevano decisivo per il sostentamento dellattività degli insorti algerini. Questa fu una delle ragioni che spinsero la Francia a partecipare, nel novembre del 1956, al tentativo britannico di impossessarsi del canale di Suez durante la Crisi di Suez.

Durante il 1957, il supporto del FLN subì un certo indebolimento con lallargarsi della spaccatura tra gli interni e gli esterni. Per arrestare il fenomeno, il FLN allargò il proprio comitato esecutivo fino ad includere Abbas, così come arrestò leader politici come Ben Bella. Il Fronte di Liberazione Nazionale convinse anche alcuni stati arabi e comunisti delle Nazioni Unite ad esercitare pressioni diplomatiche sul governo francese per negoziare un cessate il fuoco. Lintellettuale francese Albert Camus, nato in Algeria, cercò invano di persuadere entrambe le parti a lasciare per lo meno i civili da parte, ma fu ritenuto un pazzo dal FLN e un traditore dalla maggioranza dei pieds-noirs.



                                     

4. Svolgimento della guerra

Dalle sue origini nel 1954 come gruppo di un centinaio di guerriglieri mal equipaggiati con un assortimento di vecchi fucili da caccia ed armi leggere, lArmata di Liberazione Nazionale fece in pochi anni un notevole salto di qualità: già nel 1957 si era ben organizzata come forza di combattimento di quasi 40.000 uomini. Più di 30.000 uomini furono arruolati in unità esterne in Marocco e Tunisia lungo il confine algerino ed adoperati con lo scopo primario di effettuare azioni diversive per allontanare truppe francesi dai principali teatri dellattività di guerriglia; ad essi si aggiunsero migliaia di combattenti estemporanei.

Durante il 1956 ed il 1957, lALN mise in pratica con successo la tattica della guerriglia, specializzandosi in imboscate e raid notturni per evitare il confronto diretto col fuoco francese. Con questo sistema, grazie anche alla copertura presso parte della popolazione rurale, le forze ribelli attaccarono pattuglie dellesercito, accampamenti militari e posti di polizia, nonché fattorie di coloni, miniere e stabilimenti, così come mezzi di trasporto e infrastrutture di comunicazione. Il ricorso a rapimenti, uccisioni e mutilazioni nei confronti di militari e coloni francesi, sospetti collaborazionisti e traditori divenne sempre più diffuso. Inizialmente le forze rivoluzionarie attaccarono solo ufficiali musulmani compromessi col regime coloniale, mentre in seguito cooptarono o uccisero quei civili che semplicemente si rifiutavano di collaborare con loro. Durante il primo biennio del conflitto, i guerriglieri uccisero circa 6.000 musulmani e 1.000 non musulmani.

Pur essendo riuscita con successo a creare unatmosfera di terrore e incertezza presso ambedue le comunità in Algeria, la tattica coercitiva dei rivoluzionari dimostrò che questi ultimi non erano ancora riusciti a provocare nelle masse della popolazione musulmana un sufficiente spirito di ribellione contro il potere coloniale francese. Gradualmente tuttavia FLN e ALN raggiunsero il controllo di certi settori della regione dellAurès, la Cabilia e altre regioni montagnose intorno a Costantina e a sud di Algeri e Orano. In questi luoghi, lALN istituì una semplice quanto efficace - seppur spesso temporanea - amministrazione militare capace di raccogliere tasse e cibo e di reclutare nuove forze. Nel frattempo, molti musulmani in tutta la nazione iniziarono a formare clandestinamente organizzazioni sociali, civili e giudiziarie, con ciò creando gradualmente lassetto del nuovo stato.

La perdita di comandanti competenti sia sul campo di battaglia sia a causa di defezioni e purghe creò difficoltà al FLN. Un altro fattore di debolezza fu la lotta per il potere nei primi anni della guerra, che divise la leadership nelle singole wilayat province algerine, soprattutto nellAurès. Alcuni ufficiali crearono addirittura propri feudi personali, utilizzando unità sotto il proprio comando per risolvere conti in sospeso o per farsi vendetta privata contro militari rivali allinterno dellALN. Nonostante queste lotte tra fazioni fossero note e sfruttate dallo spionaggio francese, le stesse non impedirono materialmente leffettività globale delle azioni militari dellALN.

                                     

4.1. Svolgimento della guerra La battaglia di Algeri

Per aumentare linteresse internazionale e francese sulla sua lotta, il Fronte di Liberazione Nazionale decise di estendere il conflitto alle città e di proclamare uno sciopero generale nazionale. La più notevole manifestazione della nuova guerriglia urbana fu la battaglia di Algeri, immortalata dallomonima pellicola di Gillo Pontecorvo, che iniziò il 30 settembre 1956 quando tre donne piazzarono delle bombe in tre luoghi diversi della città frequentati dai coloni francesi, tra cui lufficio centrale dellAir France.

Robert Lacoste, ministro residente e governatore generale dellAlgeria, utilizzando i poteri speciali adottati nella Assemblea Nazionale nel marzo 1956 diede ordine al generale Massu di utilizzare ogni mezzo e l8 gennaio 1957 Massu fece entrare in città i 7.000 paracadutisti della sua 10ª divisione e proclamò la legge marziale. Durante la primavera del 1957 lALN, lorganizzazione clandestina paramilitare dellFLN, diede luogo ad una media di 800 tra sparatorie e bombardamenti al mese, causando numerose vittime civili e provocando una durissima reazione da parte delle autorità. Lo sciopero generale del 28 gennaio 1957, fatto coincidere col dibattito sullAlgeria alle Nazioni Unite, fu imposto ai lavoratori e alle imprese musulmane. Il generale Jacques Massu, che aveva avuto istruzioni di utilizzare qualsiasi mezzo necessario per riportare lordine in città, memore delle esperienze fatte nella Resistenza ed in Indocina, combatté frequentemente il terrorismo con atti di controterrorismo, usando la tortura per ottenere informazioni. Con laiuto dei soldati della 10ª divisione paracadutisti fermò lo sciopero e distrusse sistematicamente le infrastrutture del FLN. Dal punto di vista militare lazione ebbe successo, costringendo i suoi leader a lasciare Algeri o eseguendo larresto dei suoi membri chiave. Contemporaneamente le truppe francesi agirono contro villaggi sospettati di offrire rifugio ai ribelli attaccandoli con truppe mobili e attacchi aerei reminiscenza della tattica dei tedeschi contro la Resistenza francese ed utilizzando le tattiche apprese dai Viet Minh in Indocina e deportarono forzatamente circa 2 milioni di algerini dalle zone più influenzate dalla guerriglia a zone sotto il controllo del governo. Tuttavia si ebbero pesanti ripercussioni politiche: alcuni alti ufficiali si rifiutarono di eseguire questi metodi, come il generale Jacques Pâris de Bollardière e Paul Teitgen, Segretario generale della polizia di Algeri, e si dimisero. La notizia che per vincere la battaglia di Algeri lesercito avesse operato con metodi brutali, tra cui il ricorso alla tortura, ebbe così una vasta eco internazionale e pose in questione la stessa presenza francese in Algeria: la repressione della ribellione di una parte della popolazione algerina venne presentata come una guerra coloniale.

Nonostante le lamentele dei comandi militari ad Algeri, il governo francese fu per mesi restio ad ammettere che la situazione in Algeria era ormai fuori controllo e che ciò che ufficialmente era stata descritta come unoperazione di pacificazione era degenerata in una grande guerra coloniale. Fino al 1956 la Francia aveva inviato più di 400.000 uomini in Algeria. Sebbene le unità aerotrasportate paras e la Legione Straniera fossero di gran lunga i reparti più efficaci e quindi godessero di grande notorietà, circa 170.000 uomini delle truppe regolari francesi in Algeria erano costituite da reparti algerini, la maggioranza di essi volontari. La Francia inviò anche unità aeree e navali nel teatro degli scontri.

Lesercito francese assunse un ruolo importante nellamministrazione locale algerina mediante la Sezione Amministrativa Specializzata SAS, Section Administrative Spécialisée, creata nel 1955. La SAS aveva come missione il ristabilimento dei contatti con la popolazione musulmana e lindebolimento dellinfluenza dei nazionalisti nelle aree rurali sostenendo la presenza francese in loco. Ufficiali della Sezione Amministrativa Specializzata, chiamati képis bleus kèpi blu, reclutarono e addestrarono bande di irregolari lealisti musulmani, noti come harkis. Armati con fucili e avvezzi a tattiche di guerriglia analoghe a quelle dellALN, gli harkis, che alla fine superavano le 150.000 unità, furono utilizzati come unità specializzate in controguerriglia.

Nel tardo 1957 il generale Raoul Salan, comandante dellesercito francese in Algeria, introdusse una suddivisione del paese in settori permanentemente guarniti da truppe responsabili della repressione delle operazioni ribelli nel territorio loro assegnato. La tattica di Salan ridusse drasticamente gli atti di terrorismo del FLN, ma costrinse un grande numero di soldati a prestare una difesa locale. Salan istituì del pari un sistema di barriere massicciamente pattugliate per limitare le infiltrazioni dalla Tunisia e dal Marocco: la più famosa di queste fu la "linea Morice" così denominata in onore del ministro della difesa francese, André Morice, che costituiva un insieme di reti elettrificate, filo spinato e mine per una lunghezza di 320 km lungo il confine tunisino.

Le forze armate francesi applicarono spietatamente il principio della responsabilità collettiva ai paesi sospettati di ospitare, rifornire o collaborare con la guerriglia in qualunque modo. I villaggi che non erano raggiungibili dalle unità mobili furono soggetti a bombardamenti aerei. I francesi diedero inoltre avvio ad un programma per concentrare gran parte della popolazione rurale, compresi interi villaggi, in appositi campi sotto sorveglianza militare per impedire la collaborazione coi ribelli o - secondo i comunicati ufficiali - per proteggerli dalle estorsioni del FLN. Nei tre anni in cui fu attuato il programma di sfollamento 1957-1960 oltre 2 milioni di algerini vennero sradicati dai loro paesi dorigine, principalmente nelle aree di montagna e sistemati nelle aree pianeggianti, dove molti faticarono a ricostruire le proprie abitudini di vita economica e sociale.

Le condizioni di vita nei campi erano dure. Centinaia di villaggi deserti vennero devastati e in centinaia di altri vennero distrutti campi e frutteti. Questi trasferimenti di popolazione non ebbero un grande effetto strategico per lesito della guerra, ma le dirompenti conseguenze sociali ed economiche di questa drastica operazione si sarebbero fatte sentire per una generazione. Verso la fine del 1958 le forze francesi cambiarono strategia orientandosi maggiormente verso missioni offensive contro le roccaforti dellALN. Nel corso dellanno seguente il successore di Salan, il generale Maurice Challe, parve aver domato la resistenza dei ribelli. Ma gli sviluppi politici avevano già superato i successi militari francesi.

                                     

5. Il Comitato di Salute Pubblica

Le ricorrenti crisi di governo in Francia spostarono lattenzione dellopinione pubblica sullintrinseca instabilità della Quarta Repubblica e aumentarono lapprensione delle forze armate e dei coloni che la sicurezza dellAlgeria era minata dalla politica dei partiti. I comandanti dellesercito si irritarono per quello che ritenevano un sostegno governativo inadeguato e incompetente agli sforzi militari di sedare la ribellione: negli ambienti militari era diffuso il timore che dopo lIndocina 1954 si stesse avvicinando unaltra débacle e che il governo avrebbe ordinato un altro ritiro precipitoso, con ciò sacrificando lonore della Francia alla convenienza politica. Molti videro nellanziano generale de Gaulle, che non ricopriva cariche pubbliche dal 1946, lunica figura carismatica capace di incoraggiare la nazione e di indirizzare il governo francese.

Dopo il suo mandato da governatore generale, Soustelle aveva fatto ritorno in Francia per organizzare il supporto al ritorno di de Gaulle al potere, mantenendo al contempo stretti legami con lesercito e i coloni. Nei primi mesi del 1958 Soustelle organizzò un colpo di Stato, riunendo ufficiali dissidenti dellesercito, coloni e simpatizzanti gollisti: una giunta armata comandata dal generale Massu prese il potere ad Algeri nella notte del 13 maggio. Il generale Salan assunse il comando di un Comitato di Salute Pubblica, formato per rimpiazzare lautorità civile, e sostenne le richieste della giunta militare affinché il presidente francese René Coty domandasse al generale de Gaulle di formare un governo di unione nazionale investito di poteri straordinari per prevenire "labbandono dellAlgeria".

Il 24 maggio, paracadutisti francesi dallAlgeria atterrarono in Corsica, prendendo possesso dellisola senza spargimenti di sangue in seguito alla cosiddetta Opération Corse ". Subito dopo in Algeria venne dato avvio ai preparativi per l" Opération Résurrection ", che aveva come obiettivo la presa di Parigi e la rimozione del governo francese. Loperazione sarebbe scattata in tre ipotesi: se de Gaulle non fosse stato nominato capo del governo dal Parlamento, se lo stesso de Gaulle avesse chiesto assistenza militare per salire al potere, oppure se forze comuniste avessero tentato da parte loro di prendere il potere in Francia.

La candidatura di de Gaulle venne approvata dal parlamento francese il 29 maggio, quindici ore prima del previsto avvio delloperazione. Ciò evidenzia che nel 1958 la Quarta Repubblica francese non godeva più dellappoggio dellesercito in Algeria, e che anzi era alla mercé di questultimo anche in questioni politiche civili. Questo spostamento decisivo dellequilibrio tra poteri civili e militari nella Francia del 1958 così come la minaccia delluso della forza furono i fattori determinanti del ritorno di de Gaulle al potere.



                                     

6. La strategia di De Gaulle

Numerose persone, cittadini francesi e non, salutarono il ritorno al potere di de Gaulle come la svolta necessaria per terminare le ostilità. In occasione della sua visita in Algeria del 4 giugno, il presidente si rivolse con un trascinante quanto intenzionalmente ambiguo appello a tutti gli abitanti, dichiarando Je vous ai compris "vi ho capiti". Charles de Gaulle ravvivò le speranze dei coloni e dei militari, disaffezionati dalle indecisioni dei precedenti governi, con la sua esclamazione Vive lAlgérie française alle folle urlanti a Mostaganem.

Allo stesso tempo propose riforme economiche, sociali e politiche per migliorare la situazione degli arabi algerini, anche se lo stesso de Gaulle avrebbe in seguito ammesso che allepoca nutriva al contrario un forte pessimismo sullesito della situazione algerina. Nel frattempo si mise a cercare una "terza forza" tra la popolazione algerina, intermedia tra gli estremismi del FLN e dei coloni, con cui poter giungere ad una soluzione della questione.

Charles de Gaulle nominò immediatamente un comitato incaricato di redigere la bozza di una nuova costituzione per la ventura Quinta Repubblica francese. La nuova carta costituzionale che sarebbe stata proclamata nei primi mesi dellanno seguente conteneva già unimportante concessione: in base ad essa lAlgeria sarebbe stata non più parte integrante, bensì territorio associato alla Francia. Tutti i musulmani, incluse le donne, vennero registrati negli elenchi elettorali per partecipare ad un referendum sulla nuova costituzione, da tenersi nel settembre 1958.

Liniziativa di de Gaulle minacciava il FLN con la prospettiva di perdere il sostegno da parte di quella crescente parte della popolazione musulmana che era stanca della guerra e che non aveva mai dimostrato se non un tiepido convincimento per unAlgeria totalmente indipendente. Come reazione, il FLN instaurò il Governo provvisorio della Repubblica algerina GPRA, Gouvernement provisoire de la République algérienne, una sorta di governo in esilio retto da Abbas e con base a Tunisi. Prima del referendum, Abbas esercitò pressioni affinché il GPRA fosse internazionalmente riconosciuto, ottenendo ben presto non solo il riconoscimento da parte del Marocco, della Tunisia e di numerosi altri paesi arabi, ma anche da stati asiatici, africani, dellEuropa orientale e dallUnione Sovietica.

Nel mese di agosto del 1958 dei commandi dellALN commisero numerosi atti di sabotaggio in Francia, mentre il Fronte di Liberazione Nazionale instaurò una disperata campagna di terrore sul suolo algerino, al fine di intimidire i musulmani e di boicottare il referendum. Nonostante le minacce di rappresaglia tuttavia l80% dellelettorato musulmano si presentò al voto approvando massicciamente 96% la bozza di costituzione. Nel febbraio del 1959, de Gaulle venne eletto presidente della nuova Quinta Repubblica. De Gaulle visitò la città di Costantina in ottobre per annunciare il suo programma di cessazione della guerra e di creazione di unAlgeria strettamente legata alla Francia. Lappello del generale ai leader ribelli di cessare le ostilità e di partecipare alle elezioni fu disatteso con un deciso rifiuto. "Il problema di un cessate il fuoco in Algeria non è semplicemente un problema militare," disse il presidente del GPRA Abbas. "È essenzialmente politico, le negoziazioni devono riguardare lintera questione algerina".

Nel contempo vennero interrotte le negoziazioni segrete che si susseguivano da tempo. Nel biennio 1958-1959 lesercito francese raggiunse il controllo militare dellAlgeria e si avvicinò come non mai alla vittoria. Tuttavia, in quel periodo in Francia lopposizione al conflitto crebbe presso numerosi strati della popolazione: migliaia di parenti di coscritti e soldati di riserva avevano patito la perdita di familiari; le rivelazioni delle torture e indiscriminate brutalità commesse dallesercito contro la popolazione musulmana provocavano generale riprovazione; infine, era sempre più accettato il principio dellemancipazione nazionale.

Del pari si moltiplicarono le pressioni internazionali per garantire lindipendenza allAlgeria; dal 1955 lAssemblea generale delle Nazioni Unite aveva toccato annualmente la questione algerina le posizioni del FLN stavano guadagnando consenso. Lapparente intransigenza francese nel risolvere una guerra coloniale che teneva occupata metà delle sue forze armate destava anche preoccupazione negli alleati della NATO. In una dichiarazione del settembre 1959, de Gaulle rivide drasticamente la propria posizione ed espresse il concetto di "autodeterminazione", che considerò decisivo per ottenere un consenso maggioritario in unAlgeria formalmente associata alla Francia. A Tunisi Abbas riconobbe che quanto detto da de Gaulle poteva essere accettabile come base per una negoziazione, ma il governo di Parigi si rifiutò di riconoscere la legittimità del Governo Provvisorio come rappresentante della comunità araba algerina.

Asserendo di essere stati traditi da de Gaulle, i coloni, supportati da unità dellesercito, organizzarono nel gennaio del 1960 uninsurrezione ad Algeri che ottenne in Europa il sostegno delle masse. Quando la polizia e lesercito si avvicinarono, i coloni manifestanti eressero barricate per le strade ed espugnarono edifici del governo. Da Parigi de Gaulle fece appello allesercito di rimanere leale e chiamò i francesi a sostegno della sua politica algerina in un appello televisivo. Gran parte dellesercito diede ascolto al presidente e ad Algeri il generale Challe soffocò velocemente linsurrezione.

Il fallimento della rivolta e la perdita di molti leader estremisti che furono imprigionati o trasferiti ad altre aree non dissuase tuttavia i coloni militanti: gruppi di guardie altamente organizzate e ben equipaggiate aumentarono le loro attività terroristiche, dirette sia contro gli arabi sia contro i francesi filogovernativi, man mano che la strada verso una pace negoziata ed unautodeterminazione dellAlgeria trovava sempre più consensi. Alla ribellione del FLN contro la Francia si aggiunsero guerre civili tra estremisti nelle due comunità, nonché tra gli estremisti e il governo francese in Algeria.

                                     

7. Il colpo di Stato di Algeri e gli accordi di Évian

Nel gennaio 1961 un referendum organizzato nella capitale algerina ebbe come esito una maggioranza a favore dellautodeterminazione dellAlgeria; in seguito ad esso il governo francese iniziò segretamente delle negoziazioni col governo provvisorio di Abbas. Quando nel mese di aprile venne comunicato un imminente incontro franco-algerino, una parte delle sfere militari in Algeria si sentì tradita da de Gaulle dopo sette anni di dura lotta contro gli insurrezionalisti. Un gruppo di generali francesi contrario ai progetti di indipendenza per lAlgeria si mise quindi ad organizzare un colpo di Stato.

Nella notte tra il 21 ed il 22 aprile 1961 i generali presero possesso con le loro truppe dellaeroporto, del municipio e del governatorato generale. Nel giro di tre ore tutti i punti chiave della città erano in mano dei golpisti. Il colpo di Stato fu reso noto alla cittadinanza alle 7 di mattina, quando alla radio venne comunicato che "lesercito ha preso il controllo dellAlgeria e del Sahara". Il giorno seguente il presidente de Gaulle comunicò in televisione che "un potere insurrezionale si è installato in Algeria in seguito ad un pronunciamento militare. vieto ad ogni francese e, soprattutto, ad ogni soldato di eseguire alcuno dei loro ordini". Laccorato appello di de Gaulle ebbe effetto e il colpo di Stato fallì nei giorni successivi. Il 26 si ritirarono a 30 chilometri dAlgeri e si arresero. 220 ufficiali furono estromessi dal comando e 114 arrestati. Molti di loro aderirono poi allOrganisation armée secrète.

Il "putsch dei generali" costituì il punto di svolta nellatteggiamento ufficiale verso la guerra dAlgeria. De Gaulle aveva voltato le spalle ai coloni e lesercito, che aveva perso prestigio in seguito al putsch, avrebbe mantenuto un profilo politico basso per tutto il resto del conflitto. I negoziati col Fronte di Liberazione Nazionale vennero riaperti nella città francese di Évian-les-Bains nel maggio 1961. Dopo numerose false partenze il governo francese decretò infine che un cessate il fuoco avrebbe avuto effetto dal 19 marzo 1962.

Nella loro forma definitiva, gli Accordi di Évian garantirono ai coloni uguale protezione legale rispetto agli altri algerini per un periodo di tre anni. Questi diritti includevano il rispetto della proprietà, la partecipazione alla vita pubblica e un largo elenco di diritti civili e culturali. Alla fine di tale periodo tutti i residenti in Algeria sarebbero però stati obbligati a diventare cittadini algerini o ad essere classificati come stranieri, con la conseguente decadenza dai diritti. Gli elettori francesi approvarono gli accordi di Évian con una maggioranza del 91% in un referendum tenuto nel giugno 1962.

Durante i tre mesi che trascorsero tra il cessate il fuoco e il referendum sul futuro dellAlgeria, lOrganisation armée secrète OAS tentò di provocare una rottura della tregua ottenuta dal FLN e avviò una nuova, indiscriminata campagna terroristica senza precedenti. Alla fine di settembre 1961 si contavano più di 1.000 attentati firmati dallOAS, con 15 morti e 144 feriti.

Le violenze si moltiplicarono nel febbraio del 1962 e poi al momento della firma degli accordi di Évian per il cessate il fuoco 18 marzo 1962: il 13 marzo lOAS cercò di organizzare linsurrezione dei coloni francesi dal quartiere europeo di Bab El-Mandeb, e la repressione costò più di 20 morti. Altri morti vi furono il 26 marzo, in una manifestazione di sostegno alla protesta dei Pieds-noirs.

Nello stesso mese, più di 350.000 coloni francesi abbandonarono lAlgeria. Di fronte alla scelta tra rimanere in Algeria come cittadini algerini o intraprendere la via dellesodo, nel giro di un anno 1.400.000 rifugiati, ossia la stragrande maggioranza dei pieds-noirs, nonché lintera comunità ebraica e alcuni musulmani filofrancesi, gli "harkis", si riversarono in Francia: una parte consistente fu insediata in Corsica nella piana orientale. Alla fine anche lOAS, falliti i propri obiettivi, stipulò una tregua col FLN il 17 giugno 1962.

Il 1º luglio del 1962 circa 6 milioni di elettori algerini, su un totale di 6.5 milioni, andarono alle urne per il referendum sullindipendenza. Il voto fu quasi unanime de Gaulle proclamò lAlgeria indipendente il 3 luglio. Il Governo provvisorio della Repubblica algerina tuttavia fissò il 5 luglio, 132º anniversario della presa di Algeri da parte delle truppe francesi, come festa nazionale dellindipendenza.

                                     

8. Filmografia

  • Niente da nascondere Caché, Michael Haneke, Au-Fra-Ger-Ita-USA, 117 2005
  • La Question, Laurent Heynemann, Fra, 112 1977
  • R.A.S., Yves Boisset, Fra-Ita-Tun 1973
  • Djinns, Hugues e Sandra Martin, Fra, 103 2010
  • Né onore né gloria Lost Command, Mark Robson, Usa, 123 1966
  • Giorni di guerra L′Ennemi intime, Florent-Emilio Siri, Fra, 111 2007
  • Les Roseaux sauvages, André Téchiné, Fra, 110 1994
  • Cartouches gauloises, Mehdi Charef, Fra, 92 2007
  • La Trahison, Philippe Faucon, B-Fra, 80 2006
  • Outremer, Brigitte Roüan, Fra, 94 1990
  • Avoir vingt ans de les Aurès, René Vautier, Fra, 100 1972
  • LHonneur dun capitaine, Pierre Schoendorffer, Fra, 117 1982
  • Ici, on noie les algériens, Yasmina Adi, Fra, 90 2010
  • Le Coup de sirocco, Alexandre Arcady, Fra, 102 1979
  • Le Vent des Aurès, Mohamed Lakhdar-Hamina, Dz, 95 1969
  • Là-bas. mon pays, Alexandre Arcady, Dz-Fra, 114 2000
  • La battaglia di Algeri, Gillo Pontecorvo, Dz-Ita, 121 1966
  • Le Petit Soldat, Jean-Luc Godard, Fra, 88 1963
  • La Guerre sans nom, Bertrand Tavernier, Fra, 240 1992
  • Nuit noire, 17 octobre 1961, Alain Tasma, Fra, 120 2005
  • Mon colonel, Laurent Herbiet, Fra, 110 2006
  • Muriel, ou le temps dun retour, Alain Resnais e Jean Cayrol, Fra-Ita, 116 1963
  • Uomini senza legge Hors-la-loi, Rachid Bouchareb, B-Dz-Fra, 138 2010

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