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ⓘ Anarco-socialismo




Anarco-socialismo
                                     

ⓘ Anarco-socialismo

L anarco-socialismo, più conosciuto in area anglosassone col nome di anarchismo sociale, è una forma di socialismo anti-statalista e libertaria, nonché la branca dellanarchismo che vede la libertà individuale interconnessa allaiuto reciproco e la cooperazione. Come ideologia politica anarchica ha come principio la giustizia sociale. Mentre lanarchismo individualista sottolinea lautonomia personale e la natura razionale degli esseri umani, lanarchismo sociale vede "la libertà individuale come concettualmente legata alluguaglianza ed enfatizza laspetto comunitario e laiuto reciproco". Il concetto di anarchismo sociale è quindi utilizzato per descrivere specificamente le tendenze dellanarchismo che enfatizzano gli aspetti comunitari e cooperativi, la libera associazione delle persone e la coesistenza e cooperazione delle stesse in libere comunità. Lanarchismo sociale include lanarco-collettivismo, lanarco-comunismo, lanarco-sindacalismo, lecologia sociale e leconomia partecipativa. Lanarco-socialismo è legato allanarco-comunismo, ma non completamente. Negli Stati Uniti il termine anarchismo sociale si riferisce al circolo di Murray Bookchin e allomonimo giornale fondato nel 1980.

Se non utilizzato in contrapposizione al socialismo autoritario e statalista, molti anarchici rigettano termini come anarco-socialismo o socialismo anarchico utilizzati per lo più da teorici che riconoscono lanarco-capitalismo nel movimento anarchico per distinguerlo dallanarco-individualismo in quanto considerano lanarchismo unideologia socialista della tradizione libertaria, venendo spesso visto come sinonimo del socialismo libertario e preferendo invece lanarchismo sociale come termine, considerando lanarchismo sociale e lanarchismo individualista entrambi varianti del socialismo libertario e vedendo le loro differenze per lo più nei mezzi nellottenere lanarchia piuttosto che sui fini, rimanendo compatibili e vedendo lindividuo e la comunità come complementari piuttosto che mutualmente esclusivi, tanto che molti anarco-comunisti si definiscono individualisti radicali, vedendo nella proprietà collettiva il miglior sistema sociale per la realizzazione della libertà individuale. Nel libro La fine dellanarchismo? Luigi Galleani scrisse: "Tra il comunismo e lindividualismo non vi è contraddizione né incompatibilità: luno è semplicemente il terreno economico nel quale laltro abbia la possibilità di regolarizzarsi, di esercitarsi".

Di fatto molti anarchici individualisti, tra cui Benjamin Tucker e Lysander Spooner, si identificavano come socialisti e come parte del movimento operaio. Inoltre sebbene a partire dal XX secolo il socialismo è stato spesso confuso con il socialismo di Stato e gli Stati marxisti-leninisti, nel XIX secolo il termine socialismo indicava lopposizione al capitalismo, visto come usura e indicato come un sistema politico costruito sui privilegi dei proprietari del capitale. Per socialismo si intendeva invece un ampio concetto che servisse a risolvere quello che fu chiamato il problema del lavoro, le cui soluzioni includevano labolizione della proprietà privata proprietà produttiva, lavanzamento del cooperativismo invece della competizione e di società cooperative e della proprietà pubblica o il libero mercato e la libera concorrenza. Tuttavia questi socialisti erano in accordo nellopporre il capitalismo, il lavoro subordinato, il rapporto autoritario datore di lavoro-impiegato e i privilegi del capitale e dei capitalisti, supportando invece la teoria del valore-lavoro, la democrazia nei luoghi di lavoro e a tutta la società, lautogestione dei lavoratori e in generale che questi ricevessero per intero il frutto e il valore del proprio lavoro. Sebbene a partire dal XX secolo il capitalismo sia diventato sinonimo del libero mercato e il socialismo delleconomia pianificata sovietica e dei suoi alleati, in realtà considerata uneconomia di comando amministrativo piuttosto che pianificata, il socialismo includeva come definizione anche il libero mercato, tanto che si parla di socialismo ricardiano, secondo altri il socialismo smithiano sarebbe una più accurata descrizione. Per esempio, i sostenitori del socialismo di libero mercato, tra cui Jaroslav Vanek, sostengono che i mercati autenticamente liberi non sono possibili in condizioni di proprietà privata dei mezzi di produzione come nel capitalismo. Al contrario Vanek sostiene che le differenze di classe le disuguaglianze di reddito e potere derivanti dalla proprietà privata consentono agli interessi della classe dominante di sviare il mercato a loro favore sia sotto forma di monopolio e potere di mercato sia utilizzando la loro ricchezza e risorse per legiferare politiche governative a vantaggio dei loro specifici interessi commerciali. Inoltre Vanek afferma che i lavoratori in uneconomia socialista basata su società cooperative e autogestite hanno incentivi più forti per massimizzare la produttività perché oltre a ricevere il loro stipendio fisso o salario ricevono una parte dei profitti in base alla prestazione complessiva della loro società. Anche alcune tendenze dellanarchismo individualista, come lanarchismo proudhoniano noto anche come mutualismo, spesso definito dallanarchico francese Pierre-Joseph Proudhon primo a usare il termine anarchismo e a definirsi come anarchico in senso positivo come "individualismo sociale", possono rientrare nellambito delanarchismo sociale.

In generale la divisione tra anarchici sociali anarco-collettivismo, anarco-comunismo e anarco-sindacalismo e anarchici individualisti anarchismo di mercato e mutualismo è che i primi supportano uneconomia pianificata decentralizzata mentre i secondi favoriscono il libero mercato. Lo stesso libero mercato come termine ha subito dei cambiamenti in quanto prima del XX secolo, in cui viene usato come sinonimo per il capitalismo, per libero mercato gli economisti classici come Adam Smith non intendevano necessariamente un mercato libero dalla regolamentazione come comunemente assunto, ma piuttosto libero da ogni forma di privilegio economico, monopoli e scarsità artificiali, implicando che le rendite economiche, vale a dire gli utili e i profitti generati da una mancanza di concorrenza perfetta, devono essere ridotte o eliminate il più possibile attraverso la libera concorrenza. Ciò ha portato alcuni anarchici individualisti a sostenere come il laissez-faire sia meglio servito sotto questa forma di socialismo piuttosto che sotto il capitalismo, con gli anarchici individualisti che analizzarono come il periodo doro del capitalismo laissez-faire nel XIX secolo vedi i "robber baron", esaltato dalla destra e disprezzato dalla sinistra come un periodo di massimo splendore del laissez-faire, non era affatto caratterizzato dal laissez-faire, ma in realtà era un periodo di enorme privilegio statale accordato al capitale. Questi socialisti sono noti come anarchici di mercato di sinistra per distinguerli dagli anarco-capitalisti, che secondo loro dovrebbero abbandonare la nomea del capitalismo in quanto sostenitori del libero mercato invece che del moderno capitalismo come modo di produzione e quindi evocare il linguaggio di anticapitalisti, socialisti e individualisti anarchici come Tucker, Spooner e il britannico Thomas Hodgskin.

In conclusione si può dire che la divisione in anarchismo sociale e anarchismo individualista sta nei mezzi e non nei fini, con gli anarchici sociali che si focalizzano sul sociale e più propensi allorganizzazione rispettando i principi anarchici mentre gli anarchici individualisti si focalizzano sullindividuo e sono più propensi a essere antiorganizzativi e spontaneisti. Il mutualismo di Proudhon è infatti visto come la via di mezzo o la terza categoria tra anarchismo sociale e anarchismo individualista, anche se viene considerato spesso parte dellanarchismo sociale e a volte parte dellanarchismo individualista, tanto che Proudhon parlò di individualismo sociale e descrisse il mutualismo e la libertà che perseguiva come la sintesi tra il comunismo e la proprietà. In ogni caso queste categorie non sono viste come mutualmente esclusive, tanto che per evitare ulteriori conflitti è nato lanarchismo senza aggettivi e sintetista supportato tra gli altri da Errico Malatesta, Fernando Tarrida del Mármol e Voltairine de Cleyre, che supportando la natura di libera associazione anarchica prevede la cooperazione e condivisione tra le varie scuole anarchiche, con una comunità anarchica basata su principi anarco-comunisti, unaltra su quelli collettivistici o sindacalistici e unaltra ancora su quelli mutualistici fintanto che i principi anarchici siano rispettati, con la proprietà che va dalla comunizzazione e proprietà collettiva dellanarco-comunismo, alla collettivizzazione del collettivismo e alla proprietà privata basata sulluso e il possesso del mutualismo, escludendo teorie considerate non anarchiche, come lanarco-capitalismo e quello nazionalista, che supportano gerarchie capitalistiche, stataliste, militariste o basate sullidentità quali razzismo, sessismo e specismo e la proprietà privata di terra, risorse naturali, infrastrutture, strumenti di lavoro e in generale della proprietà privata produttiva, non facendo alcuna differenza con quella personale che gli anarchici supportano. A tal proposito lo stesso Malatesta scrisse: "Per conto mio non vi è differenza sostanziale, differenza di principi tra "individualisti" e "comunisti anarchici", tra "organizzatori" e "antiorganizzatori"; e si tratta più che altro di questioni di parole e di malintesi, inaspriti ed ingigantiti da questioni personali. Io dissi che "nei loro moventi morali e nei loro fini ultimi anarchismo individualista e anarchismo comunista sono la stessa cosa o quasi". La questione, secondo me, non è dunque tra "comunisti" e "individualisti", ma tra anarchici e non anarchici".

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